Nonostante il commento buonista del mister io penso che ci siano alcune cose molto semplici e banali che possiamo e dobbiamo migliorare. Farlo è veramente molto più semplice di quanto si creda e sono convinto che curare questi aspetti così elementari ci porterà a vincere parecchie partite.
In particolare, non è possibile lasciare gli avversari giocare indisturbati. Dai falli laterali contro, ai calci d’angolo, alle punizioni, alle azioni manovrate, noi lasciamo sempre tutto lo spazio del mondo agli avversari. Lunedì abbiamo preso due gol ridicoli (come troppo spesso ci è capitato). Sul primo abbiamo perso palla e in mezzo all’area c’era un giocatore da solo, ma non da solo on uno di noi vicino che non è riuscito a contrastarlo; era proprio solo solo, indisturbato. L’altro gol, se possibile, addirittura peggiore. Dopo una punizione pochi metri fuori area (situazione in cui si presume che la squadra che difende sia tutta impegnata tra barriera e marcature, avendo il tempo per piazzarsi), sulla respinta ha segnato un giocatore solissimo. Allora, fa parte della responsabilità individuale di ciascuno di noi pensare a non dare spazio agli avversari, marcarli. Prendere un uomo che ci sta vicino. A palla ferma bisogna prendere un uomo. Stretto, non lasciarlo finché la palla non è chiaramente in nostro possesso o l’azione è finita. Quanto gol abbiamo preso da calcio d’angolo o punizione magari marcando all’inizio, poi su un rimpallo gli altri erano solissimi? I falli laterali contro sono situazioni emblematiche. Noi guardiamo gli altri rimettere, stoppare, girarsi e cominciare l’azione. Non devono avere un solo metro di spazio, dal primo all’ultimo minuto di gioco. Non è che se la palla esce si può smettere di stare in campo fino a che l’azione non diventa pericolosa.
Si deve stringere la marcatura senza che sia qualcuno che dica “tu marca quello, tu quell’altro”, anche se è bene che si continui a rompere il cazzo a tutti per ricordarsi che si sta giocando contro degli avversari e non solo con il pallone. Non ci vuole niente a guardarsi intorno e andare sull’uomo libero.
Sulle azioni avversarie non si può difendere in quattro. I centrocampisti devono difendere anche loro, fino al completamento dell’azione avversaria, non fermarsi semplicemente al primo (giusto) contrasto sulla tre quarti campo. E’ cosa molto rara nella nostra squadra che un cross venga respinto di testa o l’area venga liberata da un centrocampista, sono sempre i difensori a farlo, perché noi centrocampisti siamo sempre in ritardo sull’azione e invece dovremmo essere pronti a entrare a difendere quando l’azione avversaria arriva in area.
Ci vuole aggressività in ogni zona del campo e in ogni momento. Noi guardiamo gli altri giocare e sostanzialmente speriamo che ci diano la palla. Ma di aggressività, di tentativi di rubare palla che non siano isolati se ne vedono ben pochi. Tiago cerca di rubare palla ad ogni azione, e direte che Tiago è una bestia, siamo d’accordo. Ma lo fa anche Roberto, per dirne uno. Solo che non lo facciamo mai tutti insieme e con continuità. E’ solo una questione di voglia di farlo, di modo di giocare che può essere migliorato.
I difensori devono avere un punto di riferimento centrale che fa salire la squadra e accorcia quando abbiamo la palla o quando gli avversari hanno palla ma sono coperti da noi (e quindi non possono dare la palla in profondità senza ostacoli, in quel caso ovviamente accorciare e stringere è completamente inutile, anzi ci espone agli inserimenti avversari). Gli altri difensori non possono rimanere indietro rispetto al centrale e non devono perdere il riferimento della linea difensiva, altrimenti diventa un casino e prendiamo azioni uno contro uno in cui il rischio è piuttosto alto.
E poi, quando si comincia un’azione su una fascia laterale, se la palla riesce ad arrivare verso il centro, cerchiamo qualche volta di girarci e cambiare lato del campo rapidamente, anziché ritornare da dove proviene l’azione, dove è evidente che non ci sono sbocchi.
Sono quattro cazzate banali che fanno la differenza tra noi e molte altre squadre. Io sinceramente non conosco squadre che hanno giocatori più forti di quelli che abbiamo noi, anzi. Ma conosco moltissime squadre che hanno un atteggiamento, un’attenzione e una grinta di gran lunga superiori. E questo ha fatto sì che ci abbiano battuto battano anche tanto a poco. Basterebbe anche solo l’attenzione.
La partita di lunedì, con un minimo (e dico minimo) di attenzione l’avremmo vinta a mani basse. Siamo partiti con due gol regalati nei primi venti minuti, poi Tiago ha segnato un gol di pura volontà e da allora abbiamo anche creato situazioni interessanti, dopo esserci assestati tatticamente con l’arretramento di Roberto e l’avanzamento di Vittorio. Nel secondo tempo il gol avversario su una bella punizione ci ha un po’ tagliato le gambe, anche se ci abbiamo provato lo stesso, dopo il siluro di Andrea (al primo gol in Valdurz). Il 4 a 2 è stato, come diceva Roberto la scorsa settimana, preso come qualcosa di inevitabile, un destino che ci attende senza che noi possiamo fare niente. Così lo aspettiamo e così puntualmente lo prendiamo. Un contropiede che ha chiuso la partita, nonostante le ultime occasioni avute (ancora Andrea che avrebbe potuto addirittura segnare una doppietta e un gol di testa difficilissimo di Flavio annullato per fuorigioco). Buono l’esordio di Luca nel primo tempo e bella partita di Dario che ha giocato con grande calma a centrocampo, finché non si è fatto male. Però secondo me il migliore è stato Tiago, che nonostante un po’ di confusione tattica ha messo tutto quello che aveva in campo. Non vince niente.
Giovedì ci si allena, cazzo!
Risultato finale: Lucky Junior – Valdurz 4-2